27 Settembre 2020
News

Intervista a Simone Bonfiglio: 
"Voglio essere un trascinatore, ma credo nel lavoro di squadra. 
La Marea? Se ne parla in tutta Italia"

18-09-2016 20:07 - News prima squadra

Simone Bonfiglio, nuovo playmaker del Basket Golfo Piombino, si è concesso ai microfoni di basketgolfopiombino.com per la prima intervista della stagione 2016/2017. 
Simone, ragazzo davvero molto disponibile, ha ribadito più volte quanto il l´umiltà e il lavoro di squadra siano due aspetti fondamentali nella carriera di un giocatore e nel successo di una squadra. Il 28enne di Cento (Fe) ha poi dichiarato di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla bellezza della città e dalla voglia di migliorare dei giovani della squadra. Infine ha lanciato un grido ai tifosi: "Abbiamo bisogno di loro. Non vedo l´ora che la Marea Gialloblù mi faccia venire l´adrenalina in corpo!"
 
Come ti trovi qui a Piombino? Ti piace la città? C´eri già stato?
Sì, c´ero stato 10 anni fa per il torneo di carnevale e ti dico la verità, ero un po´ preoccupato perché avevo visto solo la zona del porto. Invece è clamorosa! Il centro storico è bellissimo, io abito lì vicino e quando vado in giro, mi salutano tutti, anche quelli che non sanno che gioco a basket qua; mi hanno accolto tutti benissimo. È una cosa speciale.
 
Con la squadra invece come ti trovi? Ti sembra un bel gruppo?
La squadra è super, sia dentro che fuori dal campo; siamo molto uniti. Tutti i giovani che sono squadra hanno tanta voglia di migliorare e noi "vecchi" cerchiamo di dargli consigli. In altre squadre ci possono essere giocatori più attaccati ai punti o a cose simili, invece qua non ci sono gelosie e quando qualcuno fa una cosa buona gli altri vanno subito a dargli il cinque. È un bel gruppo. Vogliamo vincere e basta, non ce ne importa che uno faccia 20 punti e un altro 10. Bisogna pensare a vincere e dopo si va a festeggiare con i tifosi.
 
Conoscevi già qualcuno della squadra?
Sì, ho giocato molte volte contro Riccardo Romano, mentre con Iardella e Franceschini ho fatto le giovanili a Bologna. Con Iardella poi c´ho giocato un anno anche a Castelfiorentino e per me è un vero amico oltre che un compagno di squadra.
 
Cosa ti ha convinto a scegliere Piombino?
Prima di tutto la società, me ne hanno parlato bene e di questi tempi è difficile trovare una società che rispetti quello che promette. Poi anche per Padovano e per il suo gioco che mi dà molta libertà di esprimermi. Sapevo anche degli altri giocatori che sarebbero potuti arrivare e allora mi sono convinto.
 
In molte tue interviste dici di ispirarti a Pozzecco. Perché? Che tipo di giocatore sei?
Lui era un matto in campo: giocava di istinto, come voleva e come sapeva, entrava, scaricava, non gli importava dei punti, infuocava il pubblico. Era un folle. Invece ci sono certi allenatori che ti tirano via questa libertà. Lui è stato bravo a fregarsene e soprattutto a farlo in serie A e in Eurolega. Poi mi piace anche come persona fuori perché è proprio un matto, dice sempre quello che pensa, pur rimanendo umile.
 
Quindi anche tu giochi molto con il pubblico?
Sì, infatti non vedo l´ora di iniziare perché qua mi hanno detto che c´è la Marea Gialloblù che è molto carica. Le mie partite migliori sono quelle in cui il pubblico mi gasa e penso che siamo fortunati ad averne uno così; la parte più bella è quando giochi e ti viene l´adrenalina, cosa che non succede in nessun altro lavoro e per questo penso che siamo molto fortunati.
 
Hai cambiato molte squadre nella tua carriera. Com´è ogni volta riadattarsi e riabituarsi a nuove realtà?
 A me piace cambiare, girare, conoscere persone nuove e culture diverse, sistemi nuovi. Mi insegnato molto a crescere. Ho cambiato molti allenatori e da alcuni ho preso piccole cose e molto di più da altri e questa è tutta esperienza nuova che fai; impari diversi modi di giocare e dopo scopri qual è il tuo ruolo. È una continua scoperta e un continuo miglioramento. Io per esempio stimo tanto Giulio Cadeo, che ora allena a Firenze. Mi ha insegnato tanto anche fuori dal campo. Mi ha portato con sè a Castelfiorentino – con Iardella – due anni a Ruvo di Puglia e un anno a Montichiari. Sono stati quattro anni in cui mi ha insegnato tanto.
 
Su che cosa state lavorando con coach Padovano?
Le prime due settimane sono state un po´ di rodaggio, per conoscerci meglio. Adesso stiamo lavorando tanto su un gioco di velocità, sul contropiede, sul pressing, perché alla fine siamo abbastanza bassi come squadra. Stiamo lavorando al massimo ogni giorno e anche bene, anche se abbiamo perso la partita contro Cecina; abbiamo giocato male e abbiamo fatto tanti errori, io per primo, ma ci rifaremo.
 
Che cosa ti aspetti da questa stagione sia a livello personale che di squadra?
Personalmente io voglio essere un trascinatore. Sono uno dei più grandi, ho tanta esperienza e voglio far vedere ai ragazzi che lavorando sodo in palestra si può vincere anche con squadre più blasonate. Mi ricordo otto anni fa a Castelfiorentino, dove eravamo un branco di giovani – anche se mi reputo ancora giovane – e dovevamo fare un campionato tranquillo per salvarsi, ma alla fine siamo arrivati alla semifinale play-off. Eravamo un bel gruppo, non c´erano gelosie e ogni giorno lavoravamo duramente. Io rivedo molto di questa squadra in quella di Castelfiorentino. Mi aspetto tanto da questa stagione proprio perché possiamo fare tanto. So che ci sono due o tre squadre che sulla carta sono più forti di noi, ma le partite non si vincono con i nomi. Io credo nel gruppo e nel lavoro di squadra e siamo messi bene in entrambi i casi. Non dico niente perché porta male, ma ci credo molto.
 
Fra i giovani che ci sono in quadra chi ti sembra il più promettente?
Uno in particolare non ce l´ho, ma in altre squadre mi è capitato di vedere molti giovani che se la tirano e che pensano di essere già arrivati o che non stanno agli scherzi. Qua invece ascoltano ogni cosa che gli dici, hanno voglia di lavorare; mi accorgo che guardano noi più grandi per cercare di migliorare. Per noi è una fortuna averli in squadra.
 
Vuoi mandare un messaggio ai tifosi?
Abbiamo veramente bisogno di loro. Siamo una squadra che gioca bene quando veniamo caricati perché siamo giovani. In tutta Italia si parla della Marea Gialloblù e non vedo l´ora che mi facciano venire l´adrenalina in corpo.


Fonte: Addetto Stampa Lavagnini Andrea



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